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Bonaventura Maschio festeggia i primi vent'anni di Prime Uve con un tocco di fantasia, spogliando il noto distillato dei suoi abiti di after dinner e declinandolo in una serie di forme inaspettate e sorprendenti. Vi lasciamo la sorpresa di scoprire come riportandovi l'invito che la famiglia Maschio ha rivolto ai partecipanti...
"Vi diamo il benvenuto ad un momento di gioco e di magia.
Innanzi tutto ci presentiamo. La Distilleria Bonaventura Maschio da oltre un secolo lavora nel settore della distillazione, e da vent’anni produce Prime Uve, purissima acquavite d’uva che ha incontrato il gusto del consumatore per la sua morbidezza e i suoi aromi eleganti, gli stessi dell’uva che le aveva dato vita.
Per festeggiare questo compleanno, abbiamo voluto concederci di fantasticare, di sognare un po’.
Abbiamo deciso di spogliare Prime Uve dei suoi abiti da after dinner.
L’abbiamo voluta declinare in una serie di forme inaspettate, sorprendenti, direi “spiritose” in tutti i sensi.
In questo nostro desiderio abbiamo trovato grande appoggio e collaborazione nel professor Alessandro Sensidoni, Ordinario di Tecnologie alimentari all’Università di Udine, e particolarmente in Emanuele Scarello, chef per entusiasmo e passione del ristorante “Agli Amici” di Godia (UD).
Non sappiamo come ringraziarli per lo studio e la fantasia che hanno prodigato per questo progetto: abbiamo vissuto dei momenti di straordinario fermento, mano a mano che le portate che oggi assaggerete si andavano definendo.
La prima, un piatto strettamente legato al territorio, anzi, più ancora, al terreno. I suoi sapori vengono alleggeriti dalla levità e dai sublimi sentori floreali del Moscato Rosa, che vi avvolgeranno come in una nuvola. L’abbinamento è con un vino, il Confini 2004 di Lis Neris, che combina una struttura complessa con aromi intensi e seducenti.
Il secondo piatto vi farà vivere i profumi della distilleria. Anzi, per essere più precisi, i suoi veri e propri vapori! Per fare questo ho voluto scegliere un distillato che amiamo particolarmente, il Sagrantino di Montefalco, che non può che essere affiancato da un calice del vino che ne condivide le uve di origine, il Collepiano di Marco Caprai.
E’ stato un altro dei nostri giochi, tuttavia, a “battezzare” l’evento di oggi.
Ci solleticava l’idea di immaginare una Prime Uve che viene dall’acino e all’acino ritorna: sono così nati degli “acini” di pura acquavite d’uva, all’aspetto del tutto simili a quelli dei grappoli di vite, che rappresentano così il “ritorno” di quel meraviglioso viaggio intrapreso vent’anni fa distillando la prima bottiglia di questo nostro distillato.
Non chiedetene la ricetta allo chef, perché in realtà sono solo la sua fantasia e la sua naturale voglia di sperimentare a compiere il prodigio di trasformare la materia in sogno.
Vi auguriamo di provare oggi con noi lo stesso divertimento e lo stesso stupore che hanno accompagnato tutti coloro che hanno lavorato a questo progetto."
Italo, Anna e Andrea Maschio
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