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28/07/2015

Bonaventura Maschio premia il miglior video per il contest su Prime Uve al Festival Taglia Corti 2015 di Trieste

In occasione di Taglia Corti 2015, il festival di cortometraggi e videoclip musicali under 35 e la Distilleria Bonaventura Maschio hanno lanciano il contest dedicato ai registi di nazionalità italiana che partecipano all’edizione 2015 del festival in una delle categorie previste.
La Distilleria Bonaventura Maschio di Gaiarine(Tv) vuole raccontare Prime Uve, il suo prodotto di punta. Il distillato d’uva Prime Uve, dunque, sarà l’oggetto del racconto dei registi, che dovranno realizzare un piccolo video che rappresenti l’anima dell’azienda e di questo prodotto attraverso le proprie tecniche cinematografiche e il proprio stile. Lo scopo è quello di unire la creatività dei giovani registi allo spirito dell’azienda. Il vincitore del contest si aggiudicherà un premio in denaro di 300,00 Euro e vedrà il proprio video pubblicato sui canali social dell’azienda.

Andrea e Anna Maschio, proprietari dell’azienda, raccontano così lo spirito del loro lavoro “Noi siamo una famiglia arrivata alla quinta generazione nell’arte della distillazione in Italia. Per più di un secolo abbiamo concentrato i nostri sforzi sulla produzione della grappa, il distillato di vinaccia che caratterizza le nostre zone.  La grappa proviene da una materia prima, le vinacce appunto, di recupero e deve il suo fascino proprio alla caratteristica di riuscire a ricavare un prodotto gradevole e profumato da una materia prima già usata e povera. Negli ultimi anni la passione per il nostro mestiere ci ha portati a ricercare nuove vie, nuovi prodotti, che nascessero da una materia prima diversa e potessero aprirci orizzonti fino ad allora impensabili. L’uva, nella sua interezza, rappresenta la scelta migliore ed è la nostra chiave di accesso a questo universo di valori e possibilità creative che la vinaccia non potrebbe offrire. Nel distillato d’uva Prime Uve diventa importante il territorio, il singolo vigneto che ha nutrito il grappolo, la sua esposizione, la sua capacità di assorbire tutti i profumi della sua terra, di rispecchiare l’annata da cui nasce. Rispecchia anche il carattere della gente che abita quelle terre, perché i profumi primari fanno così: più solari, o più ruspanti, più spigolosi o più rotondi. A pensare in questo modo al vino siamo tutti abituati: nel distillato la tradizione ci aveva spinti ad aspettarci delle sensazioni più generiche e meno articolate. Questa è la rivoluzione dell’uva nell’alambicco: regalarci l’opportunità di ritrovare in una gocciolina trasparente, tutte le emozioni e i profumi di un territorio.
Il tema che proponiamo è proprio questo: il dono di saper trasferire in una forma diversa l’essenza di ciò che le dà origine, a 360 gradi. Ricercare l’anima del punto di partenza e raggiungere un altro luogo ricreandola lì.”

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